Ancora sul Capodanno

Questo testo mi era sfuggito ma anche se in ritardo mi sembra molto opportuno.

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. […]

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. 

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano.

Antonio Gramsci, 1916 – Avanti!

Casa Gramsci a Ghilarza

Dopo tanti anni che mi ripromettevo di farlo, il giorno in cui sono tornato al pozzo sacro di Santa Cristina sono anche finalmente riuscito a visitare la casa natale di Antonio Gramsci a Ghilarza.

Era prima di pranzo, ed ero completamente da solo. Perfetto. Al primo piano si trova la stanza da letto e un paio di piccole camere con reperti storici, fotografie e scritti, secondo un percorso cronologico che ricostruisce le tappe fondamentali di questo nostro straordinario conterraneo.

La riproduzione di una delle sue frasi più belle e significative è stata opportunamente riportata su un pannello di plexiglass:

La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.

Antonio Gramsci

C’erano poi le riproduzioni (?) di alcune delle opere più importanti di Gramsci, come i Quaderni dal carcere, le riviste torinesi e molto altro. Tornato al piano terra speravo di trovare una ricca libreria e biblioteca dove acquistare qualche libro di Gramsci (mio padre in realtà ce li ha già tutti, ma volevo qualcosa anche di mio), invece sono rimasto piuttosto deluso. Pochissimi libri in vendita, e male organizzati.

Era forse la prima volta che visitavo la casa di uno scrittore, o almeno così mi sembra di ricordare. Che significato può avere visitare la casa di un intellettuale, visto che il suo lascito è rappresentato dalle opere che ha scritto e dalla vita che ha vissuto, e non certo dai suoi oggetti materiali? Lo scopo dovrebbe appunto essere quello di rappresentare un centro culturale che ne tiene viva la memoria e la trasmette alle nuove generazioni. Da questo punto di vista a mio parere la casa di Gramsci non assolve appieno a quella che dovrebbe essere la sua funzione principale. E’ anche vero che in tempi come questi attuali va già bene così, e con i fondi sempre più scarsi destinati alla cultura è un piccolo miracolo che questa casa museo resista ancora. Gli abitanti di Ghilarza dovrebbero essere orgogliosi di questo piccolo tesoro, con la speranza di riuscire a valorizzarlo ancora meglio.