Una mattina al Naturhistorisches Museum di Vienna

Lo scorso mese di settembre abbiamo dedicato una intera mattina a visitare il Naturhistorisches Museum di Vienna, uno dei più grandi musei di scienze naturali del mondo.

Con una collezione di oltre venti milioni di reperti, non c’è il pericolo di annoiarsi. Sempre che si sia appassionati di storia naturale e curiosi per natura. Se non lo siete, avete sbagliato blog. Come non meravigliarsi di fronte a tutta la biodiversità e alle varietà di forme, colori, strutture e  stranezze esistenti in natura?

Il percorso di visita inizia con parecchie sale stracolme di minerali, gemme e cristalli giganti da record. Non ne capisco quasi nulla di geologia, ma anche ad uno sguardo veloce c’è di che restare a bocca aperta:

Si prosegue con la più grande collezione al mondo di meteoriti. Assolutamente affascinanti e di aspetto alieno anche alla vista del profano.

Dopo i meteoriti, è il turno di altri reperti che mi affascinano tantissimo: i fossili. Ne ho parlato anche in un altro articolo, quello dedicato a Mary Anning, la bambina cacciatrice di fossili, ma in queste sale c’è di che sbizzarrirsi:

Si entra quindi in una saletta buia, dove è esposto uno dei reperti archeologici più famosi del mondo: la Venere di Willendorf. Si tratta di una affascinante statuetta, alta una decina di centimetri, simboleggiante verosimilmente la Dea Madre, la Madre Terra o la fecondità. E’ una delle più famose statuette del Paleolitico, e si stima sia stata realizzata tra i 25.000 e i 28.000 anni fa.

Pensare al fatto che questi nostri lontanissimi antenati fossero capaci, oltre che di sopravvivere in condizioni difficilissime, anche di esprimere in maniera tanto raffinata le proprie qualità artistiche e spirituali non può che lasciarmi profondamente ammirato per il loro valore.

Come se non bastasse, accanto alla Venere di Willendorf è anche esposta un’altra statuetta, ancora più piccola e antica: la Venere di Galgenberg, risalente a 36.000 (!) anni fa.

Il percorso all’interno del Naturhistorisches Museum continua in infinite sale strapiene di animali impagliati di ogni tipo, e per i bambini è una esperienza da non perdere. Soprattutto la sala dei dinosauri, con scheletri enormi e un allosauro animato a grandezza naturale davanti al quale nostro figlio è restato incantato per una buona mezz’ora.

Dopo qualche altro milione di insetti, tigri, orsi, balene, uccelli grandi e piccoli, la visita si può concludere, con la sensazione di avere visto (e capito) una parte infinitesimale di quello che questo bellissimo museo può offrire. La cosa più importante che mi è rimasta dal Naturhistorisches Museum di Vienna è senza dubbio la consapevolezza della enorme e straordinaria biodiversità della vita sulla Terra.

Un patrimonio di inestimabile valore che dobbiamo a tutti i costi fare il possibile per preservare. Anche perché la storia della Terra ci insegna che oltre il 99% delle specie animali comparse sul nostro pianeta si sono ormai estinte, per una causa o per l’altra, e la razza umana non ha nessun motivo per pensare di essere al riparo da questa eventualità.

Tutte le foto le ho scattate con la fida Fuji XT-1, in condizioni non certo ottimali: senza treppiede e di fretta, perciò la qualità è quella che è. Ma per farsi un’idea sono sufficienti. Per chi volesse invece approfondire, ecco un bel filmato disponibile nel sito ufficiale del Naturhistorisches Museum di Vienna:

tutte le foto © germinazioni

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