
Una perla nascosta nella discografia di Dylan, capace di emozionarmi ogni volta che la sento. “Every grain of sand“, nell’incisione contenuta nell’album “The Bootleg Series Volumes 1-3 (Rare & Unreleased) 1961-1991“, ha una freschezza e una suggestione che si ritrovano di rado da altre parti.
Nell’autunno del 1981 Dylan chiamò Jennifer Warnes per farle sentire una nuova canzone che aveva scritto e registrarla insieme. La Warnes, cantante cristiana che aveva piazzato alcuni successi da hit parade negli anni precedenti (e che qualche anno dopo fece incetta di Oscar, Grammy e Golden globe per il brano “The time of my life” del film “Dirty dancing – balli proibiti”), si presentò ai Rundown studios con tutta probabilità con una certa apprensione mista a perplessità.
Soltanto tre anni prima infatti, Bob Dylan, nato Robert Allen Zimmerman in una famiglia ebraica di Duluth in Minnesota, fece scalpore per la sua conversione a “cristiano rinato”.
I due album usciti in quegli anni, “Slow train coming” e “Saved”, denotavano una visione fondamentalista e intransigente della realtà che spiazzò la critica e il pubblico. La scelta apparve ancora più inspiegabile in un artista che, a partire dalla metà degli anni ’60, era diventato la leggenda vivente del rock per la sua poetica spesso anticonformista e la sua rivolta nei confronti di tutto l’establishment che lo avrebbe voluto, per comodità, etichettare di volta in volta come cantante di protesta, simbolo della controcultura giovanile, profeta del folk e chissà cos’altro.
Dylan fece sentire a Jennifer Warnes una sola volta il brano al pianoforte, dopodiché le chiese di registrarlo, senza darle il tempo di studiarselo con calma o di provarlo in alcun modo. Dylan non era nuovo a questo modo di lavorare, che lasciava spesso sconcertati i musicisti che lo dovevano accompagnare, ma ancora una volta fece il capolavoro.
Ne venne fuori un’incisione fenomenale, durante la quale, ad aggiungere improvvisazione all’improvvisazione, i cani di Dylan iniziano ad abbaiare amalgamandosi in maniera perfetta con la melodia e aggiungendo un ulteriore livello di profondità a questo brano, che altro non è se non un canto di gratitudine per tutta la meraviglia della vita, la potenza assoluta della creazione e il mistero che si cela dietro anche le più piccole cose, come appunto i granelli di sabbia del titolo.
In the time of my confession, in the hour of my deepest need
When the pool of tears beneath my feet flood every newborn seed
There’s a dyin’ voice within me reaching out somewhere
Toiling in the danger and in the morals of despair
Don’t have the inclination to look back on any mistake
Like Cain, I now behold this chain of events that I must break
In the fury of the moment I can see the Master’s hand
In every leaf that trembles, in every grain of sand
Oh, the flowers of indulgence and the weeds of yesteryear
Like criminals, they have choked the breath of conscience and good cheer
The sun beat down upon the steps of time to light the way
To ease the pain of idleness and the memory of decay
I gaze into the doorway of temptation’s angry flame
And every time I pass that way I always hear my name
Then onward in my journey I come to understand
That every hair is numbered like every grain of sand
I have gone from rags to riches in the sorrow of the night
In the violence of a summer’s dream, in the chill of a wintry light
In the bitter dance of loneliness fading into space
In the broken mirror of innocence on each forgotten face
I hear the ancient footsteps like the motion of the sea
Sometimes I turn, there’s someone there, other times it’s only me
I am hanging in the balance of the reality of man
Like every sparrow falling, like every grain of sand
Copyright © 1981 by Special Rider Music
Nel momento della mia confessione, nel momento del mio più profondo bisogno
Quando la pozza di lacrime sotto i miei piedi si allaga con ogni neonato seme
C’è una voce in agonia dentro di me che cerca qualcosa da qualche parte,
lavorando duramente nel pericolo e nella morale della disperazione.
Non ho l’inclinazione a guardare indietro ad ogni sbaglio,
come Caino, adesso scorgo questa catena di eventi che devo spezzare.
Nella furia del momento, riesco a vedere la mano del Signore
In ogni foglia che trema, in ogni granello di sabbia.
Oh, i fiori dell’indulgenza e l’erbaccia degli anni passati,
come criminali, hanno soffocato il respiro della coscienza e del buon conforto.
Il sole batte sui passi del tempo per illuminare la strada
Per affievolire il dolore dell’ozio e la memoria del declino.
Fisso attraverso l’entrata di affamate fiamme tentatrici
Ed ogni volta che passo da questa parte sento sempre il mio nome.
Poi avanti nel mio viaggio riesco a capire
Che ogni capello è numerato così come ogni granello di sabbia.
Sono passato dagli stracci alla ricchezza nel dolore della notte
Nella violenza di un sogno estivo, nel brivido di una luce invernale,
nell’amara danza della solitudine che svanisce nello spazio,
nello specchio rotto dell’innocenza su ogni viso dimenticato.
Sento gli antichi passi come il movimento del mare
A volte mi giro, e c’è qualcuno lì, a volte solo io.
Sono sospeso in equilibrio sulla realtà dell’uomo
Come ogni passero che cade, come ogni granello di sabbia.
Traduzione di Michele Murino (maggiesfarm.it)
