Song to song

L’impatto e il significato che qualsiasi opera ha su noi stessi dipende in gran parte dal nostro stato d’animo nell’istante in cui ne fruiamo. Questo affascinante film di Terrence Malick del 2017 l’ho visto in albergo, sull’iPad, nei due giorni trascorsi ad Ancona e Bologna per la tesi del Master. La mia attitudine riflessiva di quei momenti ha di certo contribuito a farmelo piacere così tanto. La trama è minimalista, la fotografia meravigliosa, il montaggio veloce e incalzante, con sequenze brevissime girate a mano da angolature dinamiche e inaspettate. Rumori e colonna sonora funzionali e perfetti. Gli attori – Rooney Mara, Ryan Gosling, Michael Fassbender, Natalie Portman, Berenice Marlohe, Cate Blanchett – sono tutti bellissimi, giovani e pieni di tempo da passare a danzare davanti alla macchina da presa, apparentemente senza nulla da fare nella vita.

Con tutte queste premesse, la vita reale appare molto distante da questa rappresentazione, ai limiti della sublimazione delle percezioni. Un caleidoscopio molto introspettivo, da vedere quando si è nelle condizioni giuste per farlo, che prova ad indagare sul quel qualcosa di misterioso, sfuggente e inafferrabile che cerco sempre – invano – di comprendere.

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